L’impianto fotovoltaico sul tetto può essere pignorato con l’immobile

Impianto fotovoltaico su copertura: La questione della pignorabilità e la qualificazione come beni mobili o immobili

Gli impianti fotovoltaici collocati sui tetti o sulle coperture di capannoni, possono essere di interesse per i creditori, soprattutto se di grandi dimensioni e realizzati negli anni in cui gli incentivi GSE erano molto alti.

Pertanto, sia l’immobile, sia l’impianto che insiste su di esso, possono essere oggetto di pignoramento.

Può anche accadere che i creditori procedano al pignoramento dell’immobile ed in tal caso ci si domanda se l’impianto sul tetto debba essere travolto anch’esso dal pignoramento o possa ritenersi un bene mobile diverso ed autonomo.

L’Impianto fotovoltaico non è un bene mobile

La qualifica dell’impianto Fotovoltaico come bene immobile è stata fornita nel 2017 dal Tribunale di Bari, in occasione di un’opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. con cui si chiedeva di escludere l’impianto fotovoltaico dal pignoramento di un immobile poiché lo stesso non risultava stabilmente incorporato al lastrico solare.

L’opposizione è stata rigettata, infatti il Tribunale ha ritenuto che l’impianto in questione era stato correttamente colpito dal pignoramento perché in primo luogo l’acquirente del diritto di superficie era ben consapevole, all’atto della costituzione del diritto, della presenza dell’ipoteca sul lastrico solare e quindi dell’eventualità di poter subire a sua volta l’espropriazione ex artt. art. 2812 e 2858 c.c. ed in secondo luogo perché la circostanza che l’impianto non risultasse stabilmente ancorato al lastrico mediante sistemi di fissaggio non era sufficiente a farlo qualificare come bene mobile.

Pertanto, il pignoramento di un bene immobile si estende anche all’impianto fotovoltaico che insiste su di esso e non separabile senza una sostanziale alterazione del bene complesso, di conseguenza, l’acquirente del diritto di superficie su cui insite l’impianto, in quanto terzo acquirente dei beni ipotecati, per evitare di subire l’espropriazione contro di lui ex art. 602 c.p.c. ss. potrà pagare i creditori iscritti, oppure rilasciare i ben stessi o liberarli dalle ipoteche.

Da tale circostanza si può agevolmente dedurre che il soggetto o impresa che intenda realizzare un impianto su copertura mediante acquisizione del diritto di superficie e costituzione di ipoteca sull’impianto stesso, dovrà prima sincerarsi che l’intero immobile non sia gravato da ipoteca.

La definizione e la giurisprudenza

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La Circolare del 19/12/2013 n. 36 dell’Agenzia delle Entrate, richiamata anche dal Tribunale di Bari, chiarisce che: “la qualificazione dell’impianto fotovoltaico come bene mobile o immobile non risiede nel fatto che l’impianto risulti stabilmente ancorato al lastrico mediante sistemi di fissaggio o sia facilmente amovibile nelle varie componenti impiantistiche, ma ciò che conta è il rapporto dei componenti con la capacità ordinaria dell’unità immobiliare a cui appartengono di produrre un reddito temporalmente rilevante, quindi, la correlazione tra l’immobile e, in generale, quelle componenti impiantistiche rilevanti ai fini della sua funzionalità e capacità reddituale, a prescindere dal mezzo di unione utilizzato.”

Anche la Suprema Corte di Cassazione ha confermato tale orientamento in numerose occasioni.