Apicoltura: quando e come i proventi sono tassati

L’apicoltura è considerata a tutti gli effetti attività agricola ai sensi dell’art. 2135 c.c. anche se non correlata necessariamente alla gestione del terreno.

La legge 313/2004 disciplina organicamente l’attività apistica ed individua tre tipologie di apicoltore:

  1. Chi semplicemente detiene e conduce alveari;
  2. Colui che esercita l’attività professionalmente come imprenditore ai sensi dell’art. 2082;
  3.  L’apicoltore professionista che esercita l’apicoltura a titolo principale.

Il caso dell’apicoltore per passione.

Nel caso in cui un soggetto detiene e conduce alveari solo amatorialmente, per hobby o per passione e non commercializza i propri prodotti tale attività non può essere qualificata “impresa”.
In questa ipotesi l’attività svolta non può essere assoggettata a tassazione.
Se l’apicoltore per passione occasionalmente vende i prodotti dell’attività svolta allora deve dichiarare le entrate realizzate come redditi diversi al fine di assoggettarli ad imposta sul reddito delle persone fisiche ai sensi dell’art. 67 TUIR.

Apicoltori con meno di 20 alveari nei comuni montani.

La legge di Bilancio per il 2018 (L. n. 205/2017) all’art. 1, comma 511, ha previsto che “al fine di promuovere l’apicoltura quale strumento di tutela della biodiversità e dell’ecosistema e di integrazione di reddito nelle aree montane, i proventi dell’apicoltura condotta da apicoltori con meno di 20 alveari e ricadenti nei comuni classificati montani non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”.

L’apicoltore imprenditore.

Nel caso di imprenditore agricolo professionale, imprenditore agricolo “apistico” e di società agricola (laddove ne sussistano i presupposti) il reddito prodotto dall’attività va tassato ai sensi dell’art. 32 TUIR.
L’ art. 32 stabilisce quali sono le attività agricole, tra le quali rientra “l’apicoltura”, che producono reddito agrario.
L’ art. 2 della L. 313/2004 prevede che “La conduzione zootecnica delle api, denominata “apicoltura”, e’ considerata a tutti gli effetti attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, anche se non correlata necessariamente alla gestione del terreno”.
L’ art. 25 del TUIR definisce “redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano”.

Reddito agrario

L’ art. 34 prevede che “il reddito agrario è determinato mediante l’applicazione di tariffe d’estimo stabilite per ciascuna qualità e classe secondo le norme della legge catastale”.
Il reddito agrario è costituito dalla parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capita-le d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell’esercizio di attività agricole su di esso, così come definito dall’art. 32 del TUIR.
La disponibilità e la conduzione del terreno non sono collegati all’attività apistica, ma il reddito agrario è determinato rivalutando le tariffe d’estimo del terreno del 70 %.

Regime Iva

L’art. 34 del d.pr 633/72 prevede un regime speciale per i produttori agricoli.

Tale regime prevede la detrazione dell’iva forfettizzata in misura pari all’importo risultante dall’applicazione, all’ammontare imponibile delle operazioni stesse, delle percentuali di compensazione stabilite per gruppi di prodotti con Decreto del Ministro delle Finanze di concerto con il Ministro per le politiche agricole.

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L’art. 34 prevede anche un regime di esonero.

Infatti i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati dal versamento dell’imposta.
Sono altresì esonerati da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l’obbligo di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali a norma dell’articolo 39.